
Realizzazione Seconda Uscita Metro Linea 1
CREDITS
Ente Banditore/Stazione Appaltante:
FSC, DPS, Comune di Napoli
Località:
Napoli, IT
Procedura:
Concorso di Progettazione - procedura aperta in due gradi
Tipologia:
Infrastruttura e Trasporti
Anno:
2018
Importo lavori:
€ 5.430.000,00
Dimensione:
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Servizi e Requisiti:
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Team:
VNA srl, arch. Antonio Vitale, tiarstudio srl
Viz:
Glamodrama
traduzione titolo
Il progetto si colloca nell’ambito di una strategia di rigenerazione degli spazi ipogei urbani, con l’obiettivo di restituire significato e funzione a una delle più complesse infrastrutture invisibili della città: il sistema delle cavità artificiali, reticolo di ambienti scavati nella roccia tufacea per scopi idrici, estrattivi, difensivi o abitativi. Un patrimonio sotterraneo che, per secoli, ha sostenuto la vita in superficie, e che oggi richiede interventi di messa in sicurezza, tutela, valorizzazione e integrazione funzionale nel metabolismo urbano contemporaneo.
In questo contesto, la cavità n. 82 rappresenta un punto strategico, sia per le sue caratteristiche morfologiche e dimensionali, sia per la prossimità alla stazione Materdei della Linea 1 della metropolitana. L’intervento mira a:
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Migliorare l’accessibilità alla stazione attraverso un sistema di ingresso ipogeo ridondante e baricentrico;
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Connettere fisicamente e simbolicamente i quartieri Sanità e Materdei, oggi separati da dislivelli e infrastrutture;
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Attivare una nuova centralità urbana sotterranea, in cui il vuoto ipogeo non sia più residuo ma risorsa.
Strategia di intervento
La proposta prevede la rifunzionalizzazione della cavità tufacea attraverso un approccio reversibile e minimale, rispettoso della morfologia e delle specificità materiche del vuoto esistente. Il sistema si configura come percorso pedonale ipogeo ad alta qualità architettonica, concepito come promenade urbana sotterranea.
Il progetto si articola in:
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Doppio accesso alla cavità, con possibilità di realizzazione per fasi, utile ad affrontare criticità di tipo tecnico, economico o procedurale;
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Recupero integrale della spazialità originaria, evitando impalcati fissi o strutture invasive;
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Inserimento puntuale di elementi modulari prefabbricati, reversibili e facilmente rimovibili;
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Pavimentazione flottante drenante in aree selezionate;
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Illuminazione tecnica e scenografica a LED per valorizzare le volumetrie e supportare funzioni espositive, performative o didattiche.
Programmazione funzionale
Gli spazi interni sono concepiti come ambienti flessibili e multifunzionali, destinati a:
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Attività museali e di divulgazione (video-mapping, installazioni interattive, esposizioni temporanee);
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Didattica e formazione (laboratori, visite guidate, percorsi scolastici);
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Spazi pubblici di attesa e incontro, in continuità con il mezzanino della stazione;
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Eventuali funzioni culturali temporanee (reading, performance, incontri).
La cavità viene letta come contenitore neutro, capace di ospitare molteplici configurazioni spaziali senza compromettere la sua integrità. Il tufo a vista è mantenuto come elemento caratterizzante, e sottoposto esclusivamente a operazioni di pulizia e consolidamento.
Integrazione urbana e sostenibilità
Dal punto di vista urbano, l’intervento ha l’ambizione di reinserire la “città di sotto” nella rete funzionale e relazionale della “città di sopra”, attivando:
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Nuovi percorsi di mobilità lenta e accessibilità intermodale;
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Spazi di connessione sociale tra due quartieri a forte identità ma marginalizzati;
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Un modello replicabile di valorizzazione del patrimonio ipogeo.
L’intervento è coerente con i principi di sostenibilità ambientale e circolarità, in linea con il DNSH (Do No Significant Harm) e le agende europee sulla rigenerazione urbana. Vengono adottate soluzioni a basso impatto, materiali reversibili, sistemi tecnologici efficienti (illuminazione domotica, ventilazione naturale, recupero delle acque).
Considerazioni tecniche e strutturali
Vista la fragilità del sottosuolo napoletano e l’interazione con il costruito soprastante, ogni azione è preceduta da:
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Rilievi scanner 3D e modellazione morfologica della cavità;
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Indagini geotecniche, stratigrafiche e diagnostiche;
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Verifiche strutturali per la valutazione del rischio e delle vulnerabilità;
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Studio delle interferenze con i sottoservizi e con la struttura della stazione esistente.
L’intervento proposto non si limita al recupero fisico di una cavità, ma propone un cambio di paradigma: da spazio residuale a piattaforma culturale e infrastruttura urbana, da vuoto a luogo di memoria e innovazione, reintegrato nei cicli attivi della città. Un progetto capace di generare valore sociale, culturale e ambientale, in grado di fare della “città invisibile” un nuovo campo d’azione per l’architettura contemporanea.
The proposed project fits within a broader strategy for the regeneration of urban underground spaces, aiming to restore meaning and function to one of the most complex and layered infrastructures of the city: the system of artificial cavities—a vast network of voids carved into tuff for hydraulic, extractive, defensive, or residential purposes. These hypogeal spaces, long essential to surface life, now require structural consolidation, protection, and reintegration within the contemporary urban metabolism.
In this context, Cavity No. 82 holds strategic value due to its morphological and dimensional characteristics and its proximity to the Materdei Station of Naples Metro Line 1. The intervention pursues several core objectives:
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Improve access to the station via a redundant and centralized underground entry system;
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Reconnect the Sanità and Materdei neighborhoods, currently disconnected by elevation differences and urban infrastructure;
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Activate a new underground urban centrality, where the hypogeum is no longer a leftover space but a meaningful public asset.
Intervention Strategy
The project proposes the adaptive reuse of the hypogeal cavity through a minimal and reversible design approach, respecting the natural morphology and materiality of the existing void. The intervention introduces a pedestrian subterranean path, conceived as an urban hypogeal promenade, and is articulated through:
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Dual access points, allowing phased construction to accommodate technical, financial, or legal constraints;
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Full restoration of the original spatial integrity, avoiding fixed platforms or invasive structural insertions;
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Integration of removable modular elements to host specific functions;
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Floating and permeable flooring systems in selected areas;
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Integrated lighting systems (LED and accent lighting) to enhance volumetric perception and support cultural and educational functions.
Programmatic Uses
The internal layout is designed for flexible, multifunctional use, suitable for:
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Museum and educational activities (video mapping, interactive installations, temporary exhibitions);
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Didactic and scientific programming (guided tours, workshops, school activities);
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Public gathering spaces, connected to the mezzanine level of the metro station;
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Temporary cultural functions (readings, performances, lectures).
The cavity is conceived as a neutral spatial container, able to accommodate multiple configurations without compromising its architectural and historical integrity. The exposed tuff stone is preserved as a key visual and material element, with only minimal cleaning and consolidation.
Urban Integration and Sustainability
The project aspires to reconnect the “city below” with the urban fabric above, transforming hypogeal voids from residual infrastructure into active nodes of cultural and social life. The intervention enables:
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New pedestrian and intermodal mobility paths;
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Strengthened social cohesion between neighborhoods with strong yet fragmented identities;
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A replicable model for the reuse of underground heritage.
Environmental sustainability principles guide the project, aligned with DNSH (Do No Significant Harm) and European urban regeneration policies. The project adopts:
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Low-impact, reversible construction systems;
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Energy-efficient technologies (smart lighting, natural ventilation, rainwater harvesting);
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Circular design principles and minimal soil consumption.
Technical and Structural Considerations
Given the geological fragility of the Neapolitan subsoil and its interaction with surface infrastructure, all design actions are preceded by:
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3D laser scanning and morphological modelling of the cavity;
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Geotechnical, stratigraphic, and diagnostic investigations;
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Structural risk and vulnerability assessments;
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Coordination with existing infrastructure and underground services.
This is not merely a project of physical recovery, but a paradigm shift—transforming an abandoned underground space into a cultural platform and urban infrastructure, where emptiness becomes a medium for memory, innovation, and community. The project proposes an architecture that is flexible, reversible, and meaningful, making the “invisible city” visible again—functionally integrated, socially active, and architecturally expressive.



